Ed ecco i protagonisti dell’ultima “Tasting List” di Casa Vinicola Zonin. Iniziamo a pensare agli abbinamenti culinari…

Tenuta Ca’ Bolani (Friuli) – Alturio Refosco DOC 2007, 13,5%
Castello D’Albola (Toscana) – Chianti Classico DOCG Riserva 2008, 13%

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Verticale Acciaiolo Castello D'Albola

Verticale di Acciaiolo Castello D’Albola, a set on Flickr.

Premetto che non sono un professionista del vino, non lo faccio di mestiere, quindi cercherò di esporre il mio punto di vista da mero consumatore, fruitore, utente, cliente, compratore per proprio uso e consumo.

Mi piace parlare di vino (ma soprattutto ascoltare), di tutto ciò che ruota attorno ad esso, i suoi protagonisti tra produttori, altri blogger, cuochi, giornalisti, commercianti, critici. Mi piace ascoltare le loro storie, esperienze, emozioni, cosa rappresenta il vino per loro, l’energia vitale che li fa andare avanti ogni giorno, gli abbinamenti cibo-vino, …

Lo scorso 8 marzo, grazie a Francesco Zonin, ho avuto l’onore di partecipare ad una degustazione verticale di un grande vino toscano che ho potuto (finalmente) degustare per la prima volta, con tutta calma e tranquillità presso la spendida cornice dell’Enoteca Malfassi di via Friuli a Milano. Prima di tale data, il fattore “grandezza” di questo vino, era stato attribuito solo dal passaparola, dal sentito dire e dalle informazioni presenti sul web.

Dunque, Acciaiolo IGT 1995, 2000, 2001, 2005 e 2007 prodotto da Castello D’Albola (Radda in Chianti) da uve Sangioveto e Cabernet Sauvignon. Degustati esattamente in quest’ordine.

Il nome potrebbe trarre in inganno, in quanto molti potrebbero pensare che abbia a che fare in qualche modo con l’acciaio e col suo affinamento. Invece, il nome deriva dalla nobile famiglia degli Acciaiuoli che ebbero signoria in Pian D’Albola. Quindi raffigurato sulla bottiglia Niccolò Acciaiuoli (1310–1365).

Dal mio punto di vista il vino è colore, profumo e gusto e penso che ciò che renda un vino particolare e distinto dalla massa è proprio il connubio di questi tre elementi, ossia, l’emozione complessiva che ci viene regalata  dalla degustazione di un calice. Io penso che il segreto per realizzare un grande vino stia nel trovare il giusto equilibrio (come in ogni cosa, il giusto equilibrio).

Ecco, questo è esattamente ciò che ho provato degustando l’Acciaiolo. Già dal primo calice degustato (1995), ho avuto la sensazione che questi tre elementi, dopo ben 17 anni, avessero trovato il giusto equilibrio. Sensazioni di frutta, della terra di Toscana, del calore di un’estate in campagna ma allo stesso tempo molto fine, elegante, prezioso.  Davvero notevole!

Stesse sensazioni anche per l’annata 2005, anch’esso sulla stessa strada del 1995. Stesso equilibrio armonico, soltanto un po’ più giovane. Promette davvero bene e glielo auguro caldamente!

Di queste due annate, mi ha colpito il fatto che, pur essendo molto simili, avessero percentuali differenti di Sangiovese e di Cabernet Sauvignon (80-20 contro 70-30). A questo proposito, il direttore tecnico di Casa Vinicola Zonin, Stefano Ferrante, ci ha spiegato che l’Acciaiolo è prodotto solo nelle migliori annate in tiratura limitatissima, questo spiega anche il fatto che non sia in degustazione presso lo stesso Castello D’Albola.

L’annata 2007 è anch’essa superba, differente dal 1995 e dal 2005, ma decisamente raffinata ed equilibrata. Con un gusto più moderno, nuovo, ma allo stesso tempo complesso e intenso come i due precedenti. Sicuramente da degustare ancora per poterne cogliere tutte le sfumature, magari prima di pranzo anziché di sera. Come la mano di un pittore e diversa da un’altra, anche nel vino è la stessa cosa; il 2007 è una creazione (il primo Acciaiolo) del direttore Ferrante, le annate precedenti, sono creazioni dell’ex direttore tecnico Franco Giacosa. Quindi non parliamo di produzione industriale e omologazione, ma di ricerca, di armonia, di novità, di cambiamento.

Infine, le annate 2000 e 2001. Sinceramente, dopo aver provato il 1995, non sono riuscito ad apprezzare le due successive. Non che fossero da escludere, per carità. Anche loro con la giusta complessità, un bel bouquet, solo che il delta in più del 1995, ha distaccato notevolmente le due successive.

Quindi, la mia classifica personale: 2007, 2005, 1995, 2000 e 2001.

Al termine della degustazione abbiamo potuto apprezzare anche la cucina dello chef Nicola Cavallaro, con un menù composto dalle seguenti portate, tutte realizzate rigorosamente a bassa temperatura.

Antipasti
Rotolo di pollo, misticanza e crostini di pane
Porchetta di coniglio alle erbette, finocchio e arancia
Crème caramel di fegatini di pollo, uva e polenta

Primo piatto
Zuppa di ceci con verzini, rosmarino e nocciole tostate

Dolce
Ricotta, limone, frolla

La Zuppa di ceci con verzini, rosmarino e nocciole tostate l’ho trovata decisamente eccelsa, un tripudio di sapori, armonia, colore, il giusto equilibrio come per l’Acciaiolo. Bravo Nic! Davvero complimenti!

Nicola Cavallaro sta per tornare sulla scena milanese con la sua “trattoria bar”, come la definisce lui, ideata secondo la cucina dell’ “ABC”. Il suo nuovo ristorante sarà all’interno dell’antica Cascina Cuccagna, alle spalle di Porta Romana.

Dopo l’esperienza de “Al San Cristoforo” e un viaggio in Oriente auguriamo quindi a Nicola sempre più successo.

Ancora grazie a Francesco Zonin (e tutti i suoi collaboratori) per aver organizzato questa splendida serata. (Sicuramente da ripetere!) GRAZIE!!! www.wineislove.it

Anteprima reportage Verticale di Acciaiolo Castello D’Albola di queste annate: 1995, 2000, 2001, 2005, 2007 con Francesco Zonin e la cucina di Nicola Cavallaro presso EnoClub Milano

www.wineislove.it/

08/03/2012

Ecco i due nuovi vini proposti da Casa Vinicola Zonin per la prima Tasting List del 2011:

  • Chianti Classico 2007, Castello d’Albola – Radda in Chianti
  • Octagon 2006, taglio bordolese prodotto in Virginia nella tenuta di Barboursville (USA)

Per quanto riguarda il Chianti Classico 2007, ho avuto l’onore di visitare e fotografare la tenuta “Castello d’Albola” presso Radda in Chianti durante una vacanza in Toscana. Un ambiente curato nel dettaglio, silenzioso, immerso nella natura, con terreni  ben esposti e soleggiati degni del sole della Toscana. Una nota particolare la dedico al personale dell’enoteca, molto gentile e disponibile e al cortile interno dove è possibile ritrovare un momento di quiete dal sole estivo sorseggiando un buon bicchiere di Chianti.

L’Octagon, e quindi la tenuta di Barboursville,  li ho conosciuti tramite la pagina flickr di Francesco Zonin e son rimasto colpito principalmente dalla bellezza del posto, sicuramente molto suggestivo. Quindi curiosità, curiosità e curiosità di degustare questo vino “americano”, il mio primo vino “estero”.

 

CONTINUA!

 

Qual è il modo migliore per iniziare il 2011?

Degustare un vino molto speciale, per il quale son stati seguiti tutti gli step, dall’ideazione del progetto MyFeudo (lo scorso gennaio), alla sua realizzazione mediante miscelazione dei 3 blend, alla scelta del nome, alla presentazione in occasione dello scorso Vinitaly e infine alla degustazione grazie alla Tasting List del Blog di Casa Zonin “Wine is love“.

il primo vino open source

Dunque Symposio!

Prodotto dalla casa vinicola Feudo Principi di Butera e nato dalla collaborazione della stessa con Casa Vinicola Zonin e grazie alla partecipazione di 13 esperti tra blogger, sommelier, enotecari, editori, giornalisti, ristoratori ha permesso la creazione del primo vino “open source” nato appunto da questa forma di collaborazione.

Ebbene ieri sera,  a distanza di 8 mesi, ho nuovamente avuto l’onore ed il piacere di degustarlo in compagnia di alcuni amici.

Oltre la bellezza della bottiglia, nel nome della cantina in rilievo, la forma ed il fascino dell’etichetta, la cosa che mi ha colpito ancora a distanza di mesi, è stata questa eplosione di aromi nel palato. Cannella, cacao, cappero, zenzero e ancora liquirizia, frutti rossi.

Tappo in sughero del Symposio

In definitiva, un buon vino siciliano di taglio bordolese, che sa esprimere in modo ottimale e in pochi attimi tutta la sua potenza, intensità ed aromaticità  risultando successivamente piacevole, morbido e vellutato, con quella sensazione che ti invita a berne ancora per riassaporare nuovamente quell’affascinante e complesso bouquet.

Symposio

Origine: Sicilia IGT

Annata: 2007

Uve: 65% Cabernet Sauvignon, 30% Merlot e 5% Petit Verdot

Produttore: Feudo Principi di Butera (Caltanissetta) www.Feudobutera.it

Per evitare paragoni e confronti ho preferito degustare solo Symposio. Avrò modo di degustare il 2° vino della Tasting list “Rocca di Montemassi” in un’altra occasione.

Many thanks to Wine is Love, Casa Vinicola Zonin, Gianni Zonin Vineyards, MyFeudo, Feudo Principi di Butera