Spaghetti alla chitarra con broccoletti e peperoncino2015/02/img_6690.jpg
Cavolo romanesco in sfoglia con pomodori secchi, olive, uova, parmigiano reggiano e curcuma
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Un particolare ringraziamento a Francesco Zonin per i due nuovi protagonisti della prima Tasting List del 2013. GRAZIE!!!

Si tratta di due vini toscani, provenienti dalla Maremma. Uno dei due è una vecchia conoscenza. Parlo dell’Astraio, Viognier, Maremma Toscana IGT 2011, degustato nel 2009 (annata degustata 2008). Mi era piaciuto in modo particolare perché mi aveva fatto rivivere sensazioni estive. Mi riferisco al dolce tepore dell’estate, quando al tramonto, il sole basso all’orizzonte, crea giochi di ombre favolosi, nell’aria si percepisce una brezza marina preludio della frescura della sera, la giovialità di una festa di paese, il dolce oziare, le letture estive davanti a un buon calice di bianco, e che bianco! Ecco il link relativo all’annata 2008: Astraio 2008

Il secondo vino, anch’esso proveniente dalla Maremma, è una novità. Sassabruna, Monteregio di Massa Marittima DOC 2010. Si tratta di un blend di uve Sangiovese (80%), Merlot (10%) e Syrah (10%). Sono proprio curioso di degustarlo! Ora si tratta solo di trovare i giusti abbinamenti enogastronomici.
Si accettano consigli o qualora voleste degustarlo insieme a me, fatemelo sapere!
Restate sintonizzati!

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Tasting list Wine is LoveTasting list Wine is LoveTasting list Wine is LoveTasting list Wine is LoveTasting List Zonin

 

 

Tasting List Zonin, a set on Flickr.

Con immenso ritardo alla fine ce l’abbiamo fatta!
Giovedì e Venerdì scorso ho reso partecipi altri 9 amici appassionati di vini della Tasting List 2011 di Casa Vinicola Zonin. Ognuno di loro è stato dotato di 3 schede di degustazione per inquadrare meglio le proprietà organolettiche e per avere un quadro generale. Insieme abbiamo avuto il piacere di degustare:

  • Chianti Classico DOCG 2007 – Castello D’Albola
  • Octagon Virgina 2006 – Barboursville Vineyards
  • Rocca di Montemassi IGT 2008

Cominciamo dal Chianti Classico DOCG 2007. Qualche anno fa ho avuto l’occasione di visitare la splendida tenuta di Castello d’Albola (Radda in Chianti) e al termine della visita avevo acquistato qualche bottiglia; tra queste un Chianti Classico DOCG 2006. Quindi come descritto nel mio precedente post  ho potuto fare un confronto tra le due annate. La prima impressione di questo nettare rosso rubino è che stimola l’olfatto, elemento che ha colpito tutti i partecipanti alla degustazione, aromatico, fresco, piacevole, armonioso, equilibrato, fine. Al palato è risultato morbido, caldo, sapido e poco tannico, con un aroma che esplode in un tripudio di sapori di frutti rossi e violetta. Forse un po’ troppo giovane rispetto all’annata precedente che avevo trovato più vellutata e rotonda. In definitiva un vino gradevole, abbinabile piacevolmente a qualunque piatto di una certa struttura, dalle carni rosse ai ragù particolari come cinghiale o cervo. Un vino che non deve sicuramente mancare nella propria cantina. In aggiunta a tutto ciò, l’etichetta “Gallo Nero”, consorzio del marchio storico che garantisce la qualità di una vera bottiglia di Chianti.
Octagon Virgina 2006 – Barboursville Vineyards
Qualche tempo fa dalla pagina Flickr di Francesco Zonin  ero rimasto stupefatto dalla bellezza della Tenuta di Barboursville Vineyards in Virginia, dove viene prodotto l’Octagon. Il nome deriva dalla stanza (a forma di ottagono) del governatore James Barbour e disegnata da Thomas Jefferson. Per questo taglio bordolese “made in USA” note intense e persistenti di una qualità distinta si presentano al naso, qualcosa che ricorda il legno, le spezie, frutta rossa, tabacco. Decisamente potente all’olfatto, così dominante che quando lo assaggi rimani quasi deluso. In bocca ai 10 partecipanti è risultato caldo, rotondo, minerale e tannico. In definitiva un vino robusto e maturo che non ha bisogno di essere accompagnato ad alcuna pietanza. Direi un vino da meditazione, da sorseggiare pian piano mentre si legge un libro, si scrive un pezzo o si sta pensando ad altro. La sua lunga e intensa persistenza è risultata molto piacevole.
Rocca di Montemassi IGT 2008
Infine, altro taglio bordolese composto da 40% Merlot, 35% Cabernet Sauvignon, 20% Petit Verdot e 5% Syrah composto a sei mani: Franco Giacosa (enologo dell’azienda), Stefano Ferrante (direttore della tenuta) e Denis Dubourdieu (professore di Enologia all’Università di Bordeaux). Questo vino mi ha sorpreso moltissimo perché col passare delle ore è migliorato sempre di più. Appena aperta la bottiglia, all’olfatto s’è presentato in modo distinto con un aroma fine e poco intenso di frutti rossi, ciliegia, violetta. Al palato amabile, caldo, grasso, poco sapido e poco tannico. La sera successiva all’olfatto risultava ancora fine e ben definito, al palato divinamente superbo, equilibrato, perfetto. Il giorno seguente era migliorato in tutto. Un vino eccezionale, sublime, che va gustato per poterlo tratteggiare nella sua struttura e nella sua complessità. Un vino ottimo da abbinare, ma divino anche se degustato “da solo”. Un’esperienza da ripetere!

In definitiva, una degustazione molto interessante basata sulla collaborazione e che ha permesso di far conoscere anche ad altre persone dei vini interessanti. Alcuni mi han chiesto dove poter acquistare il Rocca di Montemassi…

Astraio, una scommessa ben riuscita! 

Astraio - Rocca di Montemassi

Astraio - Rocca di Montemassi

Di questo vino, il primo elemento che mi ha colpito è stato il nome, legato forse alla mitologia greca? Il secondo elemento è stato la silhouette di Montemassi presente sull’etichetta, che col pensiero mi ha portato nella splendida terra di Toscana, ricca di colori e sapori, al fascino dei borghi medievali, le sue colline, l’aria pura, la bontà e genuinità dei suoi prodotti.

Un po’ di storia su questo vino e sul tipo di vitigno utilizzato, il Viogner, ha confermato l’audacia e la volontà di creare qualcosa di nuovo e di particolare.

Definito il menù con cui degustare e riposta la bottiglia in frigorifero per raggiungere la temperatura indicata, il giorno dopo ci siamo ritrovati con un paio di amici per stappare e gustare.

Adoro saggiare l’aroma sprigionato dalla bottiglia appena stappata, adoro scoprire ciò che è impresso sul tappo di sughero, adoro il delizioso rumore del vino versato nei calici.

Premetto di non essere un esperto di vini, anzi, il mio viaggio nel mondo del vino è appena iniziato,  però alcune considerazioni su profumo, colore e sapore penso che tutti possano essere in grado di darle.

Sul colore, giallo paglierino, poiché i bianchi sono i miei preferiti, io sono di parte. Molto probabilmente il colore mi riporta a piacevoli ricordi dell’infanzia e alla materia prima quando in estate da bambino andavo a giocare nella campagna di mio zio, con quei piccoli grappoli di uva gialla appesi alle piante che m’incuriosivano notevolmente.

Dopo sei giri di calice ho chiuso gli occhi ed ho provato ad immergere il naso negli aromi sprigionati da quel nettare divino. Un aroma decisamente floreale con qualche nota che al momento non son riuscito a comprendere del tutto. 

E’ giunto così il momento di procedere alla degustazione. Ho chiuso nuovamente gli occhi e ho poggiato le labbra al calice per assaporarne un paio di gocce.

La prima sensazione assoluta è stata la visione di una roccia. Mi son ritrovato sdraiato in un prato nei pressi di una roccia calcarea, una brezza marina che accarezzava il mio volto, il sole al tramonto, odore di alberi da frutto in lontananza e solo il suono del vento nell’aria.

La classica sensazione che si ha dopo una giornata di caldo torrido, quando il sole ormai basso sull’orizzonte concede una tregua e permette agli altri elementi presenti di esprimersi.

E’ stata una scommessa anche per noi che abbiamo voluto abbinare quest’ottimo vino con un primo a base di pesce e un secondo a base di verdure.  

Un calice dopo l’altro il livello nella bottiglia scendeva sempre di più e la struttura e la fragranza era sempre più chiara.

Adesso, a distanza di un giorno, non so cosa darei per degustare nuovamente un calice di Astraio della Tenuta Rocca di Montemassi (ZoninVineyards).

Le foto dell’evento su:

http://www.flickr.com/photos/parik/sets/72157621865199858/

Ulteriori approfondimenti su:

http://www.wineislove.it/il-viogner-vitigno-delle-sorprese