Sketching and wine tasting at…   
    
 

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Contrada Deliella

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Con pomodorini, olive, carote, mandorle, noce moscata, santoreggia e Parmigiano Reggiano

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La mia passione per il vino e l’idea di questo blog sono nati da un evento fotografico a cui ho partecipato circa due anni fa. Bene, quando il vino incontra la fotografia o meglio, quando la fotografia incontra il vino, si crea un’alchimia che permette di congelare quel preciso momento in cui la luce passa attraverso l’otturatore della fotocamera. Quell’attimo è andato e non ci sarà più possibilità di recuperarlo. Tempus fugit!

Così come quando stappiamo una bottiglia respiriamo molecole del passato, del momento in cui quel vino è stato imbottigliato, allora quando lo fotografiamo, congeliamo quel momento esatto della storia, dove il vino si trovava in un determinato luogo spazio-temporale.

C’è una giovane azienda siciliana che ha deciso di rafforzare questo legame fotografia-vino realizzando un progetto, partito lo scorso marzo, che in un anno congelerà dei precisi istanti di una giornata per un totale di 3000 fotografie.

L’inquadratura è costruita principalmente sul vigneto, ma il mare e le montagne circostanti fanno da cornice al fotogramma. Ogni tre ore, grazie un procedimento automatizzato, è possibile ammirare sull’home page dell’azienda vitivinicola Planeta (dell’omonima famiglia) un fotogramma, un frammento di vita che rappresenta lo scorrere del tempo, i mutamenti della natura, l’evoluzione naturale del vigneto, le sue trasformazioni e ovviamente la paziente attesa del vino per tutto il suo processo produttivo.

In una società moderna basata sulla frenesia quotidiana, questo progetto ci permetterà di gustare giorno per giorno, ora dopo ora, l’attesa del vino che sarà prodotto tra non meno di 24 mesi con dedizione e passione e grazie alla  collaborazione di più persone.

Scopri il tempo di Planeta, questo è il nome del progetto che permetterà di vivere questa esperienza unica attraverso un resoconto fotografico pressoché irripetibile.

Col 41% di voti favorevoli si chiamerà Symposio!!!

Il nuovo vino prodotto dalla casa vinicola Feudo Principi di Butera, avrà una caratteristica molto particolare. E’ il primo vino “open source”!

Lo scorso Gennaio “Casa Vinicola Zonin” ha scelto 13 partecipanti selezionati tra Wine blogger, sommelier, enotecari, editori, giornalisti, ristoratori inviando loro un kit composto da 3 cru (Merlot, Cabernet Sauvignon e Petit Verdot) e un cilindro graduato.

Compito dei 13 prescelti, trovare il giusto blend per ottenere questo nuovo vino 2.0 voluto da Franco Giacosa (direttore tecnico Casa Vinicola Zonin), Antonio Cufari (direttore della tenuta Principi di Butera) e ovviamente prodotto da Francesco Zonin.

Tra i partecipanti Franz Botré (Editore e Direttore Responsabile dei mensili Monsieur e SpiritoDiVino), Adua Villa (sommelier, enogastronomia internazionale ed inviata TG5 per Gusto), Marco Reitano (Chef sommelier presso il ristorante La Pergola e ideatore di VinòForum), Salvo La Rosa (proprietario del ristorante La Siciliana), Stefano Caffarri (degustatore e scrittore su AppuntiDiGola), Andrea Gori (vice campione europeo sommelier 2008, ristoratore e blogger su Vino da Burde), Gianpaolo Paglia (proprietario dell’azienda agricola Poggio Argentiera), Dan Lerner (wineblogger su Dissapore e Intravino), Luca Risso (blogger su Tigulliovino e The Wine Blog), Jacopo Cossater (blogger su Enoiche Illusioni), Tony Siino (blogger, web strategist, web content manager e speaker radiofonico), Stefano Lucantoni (Sommelier e Masterclass A.I.S. e proprietario dell’Enoteca F.lli Lucantoni) e infine Giuseppe Lisciandrello (all’interno della sua enoteca possiamo trovare circa 400 etichette).

Da febbraio a marzo, i nostri protagonisti si sono cimentati nel trovare la giusta miscela per MyFeudo (nome temporaneo assegnato al progetto).

Sul blog creato ad hoc da Casa Vinicola Zonin, ognuno di loro ci ha raccontato le proprie sensazioni, i propri pareri, le proprie emozioni e ha comunicato la propria percentuale definitiva.

In occasione del prossimo Vinitaly (sabato 10), i blend saranno degustati e vedremo quale tra i 13 si avvicinerà di più a quello che è già stato scelto per la produzione da Franco Giacosa e Antonio Cufari.

Merlot Cabernet Sauvignon Petit Verdot
Adua Villa 65% 25% 10%
Andrea Gori 20% 20% 60%
Dan Lerner 0% 60% 40%
Franz Botré 30% 60% 10%
Gianpaolo Paglia 50% 40% 10%
Giuseppe Lisciandrello 50% 35% 15%
jacopo Cossater 5% 40% 55%
Luca Risso 30% 60% 10%
Marco Reitano 60% 36% 4%
Salvo La Rosa 20% 20% 60%
Stefano Caffarri 20% 30% 50%
Stefano Lucantoni 30% 60% 10%
Tony Siino 60% 25% 15%

Tra i vari commenti spiccano:

Stefano Caffarri

“non sono un tecnico, non ho alcuna cultura teorica del vino. Bevo più che posso da solo e in compagnia, mi prendo il rischio di raccontare cosa ci sento dentro quel bicchiere magari facendomi coprire d’infamia”

“…ma tra bicchieri bottiglie misurini e dosatori mi pare di essere Dexter nel laboratorio.”

Dan Lerner

“Sarà capitato tante volte anche a voi di sentirvi chiedere che vino vi piace. Io rispondo in prima battuta “Quello buono!”

Andrea Gori

“qualcuno comincia a chiedere a cosa serve lo strano coso graduato. Se poi ti metti un pochino a mescolare in pubblico, scatta la curiosità e la voglia di sperimentare è contagiosa!”

Jacopo Cossater

“Era compiuto, ma nello stesso tempo aveva quel sapore nuovo, diverso, almeno al mio palato. E poi volevo fosse sfacciatamente mediterraneo, con quella nota alcolica a marcare il territorio, ma accompagnata da quel frutto. E da quelle spezie scure ad introdurre un corpo importante e deciso.”

Giuseppe Lisciandrello

“Il risultato di questo nuovo tentativo è migliore ma non ci convince del tutto, lo troviamo con poca personalità, ricominciamo quindi a tagliare il vino variando le percentuali di Merlot e Cabernet finchè… Eureka! Trovato!”

Franz Botré

“il giusto equilibrio tra la densità offerta dal Merlot e la maggiore profondità e tempra che porta il Cabernet, il Petit Verdot mi sembra utile a smorzare il calore del finale del Merlot ma manca di quell’accento di maggiore complessità.”

Adua Villa

“con le percentuali dei vini si riesce a “giocare” ottimamente, ove l’uno è sostenitore dell’altro, ma nel momento in cui entra in gioco il Petit Verdot devo un po’ riassemblare il tutto in relazione alle percentuali stesse”

Gianpaolo Paglia

“Tutti i vini sono interessanti, niente marmellatone e sapori di cotto. Tutti hanno una bella freschezza. Ancora forse sono un po’ semplici, ma sicuramente i vigneti invecchiando sapranno esprimere maggiore complessità e profondità.”

Luca Risso

“Tutti i nostri 13 blend sono punti interni al triangolo, e potrebbe essere interessante vedere se sono sparsi a caso, oppure tendono ad addensarsi in zone circoscritte, che sono evidentemente le più popolari.”

Salvo La Rosa

“il mio rosso dovesse essere molto importante al naso, prima di colpire il palato.”

Marco Reitano

“Potente ma equilibrato, fresco e minerale.”

Stefano Lucantoni

“Un blend di vini internazionali uniti per creare un vino di carattere 100% siciliano.”

Tony Siino

“La “beta” di myFEUDO, il “social wine” dei Principi di Butera, è ormai a buon punto”


Arrivederci  alVinitaly per il reportage fotografico!

Riccardo Pastore